Sempre più bianco per le fashion weeks

Promotrice da sempre dell’abito bianco in ogni sua sfaccettatura, sostengo che un abito bianco non deve per forza far pensare ad una sposa, ma allo stesso tempo è vero il contrario, ovvero un abito da sposa potrebbe essere benissimo un capo di alta moda come ne abbiamo visti di bellissimi agli ultimi red carpet.

Gli stilisti più importanti anche questa volta hanno proposto varianti da sogno in tutte le gradazioni di bianco. Se ne sono visti dai più romantici che danno sul rosa da Lanvin agli immettibili, a mio avviso un po’ forzati e fuori luogo, da Comme des Garçons.

Tutto è stato caratterizzato dalla ricercatezza, dalla tendenza alla cura di ogni minuzioso dettaglio. E anche se Dolce e Gabbana hanno lanciato un potpourri di mix di stili, tra blogger e figli d’arte in passerella, nella mia mente resta la sobrietà vezzosa di Blumarine e Luisa Beccaria, la rievocazione anni 40 di Elisabetta Franchi e le linee super minimal di Genny e Cervino. Adorabili i dettagli di Fendi. Nota fuori tema: il total red di Riccardo Tisci che lascia la maison Givenchy con una sfilata iconica che ripercorre tutti le collezioni firmate dallo stilista per la maison.

Proprio seguendo questa filosofia nascono miei abiti, dalle mille sfumature di bianco, pensati certamente per il giorno più bello, ma costruiti e immaginati con lo stile tipico degli abiti da passerella. Perché voglio che la donna che indosserà i miei capi sia autentica e nel contempo straordinaria.

L’abito da sposa non deve stravolgerla, ma esaltarne la bellezza proprio come farebbe un qualsiasi abito da sera.

Per questo mi è piaciuto vedere nelle passerelle delle recenti fashion week tanto bianco, tanta ricercatezza artigianale, tanti dettagli preziosi.

Abiti da sera quindi, che possono essere utilizzati anche come abiti nuziali, capi che si adattano perfettamente a una sposa che non vuole il classico abito, ma punta invece a un modello ricercato e contemporaneo. Bisogna uscire dagli schemi, scrollarsi di dosso che se sei una sposa devi essere una damina del 700, ma senza per questo dimenticare la tradizione.

Abiti più disinvolti, che cadono naturali e assecondano la libertà di esprimersi di chi li indossa, per una donna contemporanea, dallo spirito libero, consapevole di quello che vuole, una donna MORE!